01.12 – OVO [noise, IT] + GUFONERO [noise/sludge, IT]

ovo

Gli OvO tornano a Tetris. Che ci fosse la voglia di rifarli è davvero ovvio: abrasivi, originali e mutanti, con la stessa, persino più estrema, filosofia DIY che contraddistingue Tetris.

► https://ovomusic.bandcamp.com

In apertura i Gufonero: dovevamo già averli l’anno scorso, la data era già stata fissata, ma la sfiga è sempre in agguato (anche adesso, occhio!) e oggi finalmente poniamo rimedio. Avremo dunque due “Creature” sul palco, entrambe con otto arti a disposizione.

► https://gufonero.bandcamp.com

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✚ Dalla biografia degli OvO per la stampa

Gli OvO (Stefania Pedretti a voce e chitarra, Bruno Dorella a batteria ed elettronica) sono da sempre una delle band più attive del panorama rock rumoroso mondiale. Più di 900 concerti, un numero imprecisabile di uscite discografiche tra album, collaborazioni, singoli, pezzi su compilations, li hanno fatti conoscere ovunque anche per l’originalità della loro proposta.

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I loro live leggendari li hanno portati ovunque in Europa, Nord America, Messico, Medio Oriente, Sud Est Asiatico.

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Dopo alcuni album sulla loro etichetta Bar La Muerte, pubblicano dischi per label americane come la leggendaria Load e la Blossoming Noise, quindi passano a Supernatural Cat per due album, fino alla nuova avventura con Dio Drone per il nuovo album “Creatura”. Hanno collaborato o suonato con alcuni tra i più grandi nomi della musica rock sperimentale contemporanea, ed hanno lavorato anche su sonorizzazioni cinematografiche (Nosferatu, Frankenstein) e col teatro (“Aeneis V”, Teatro Lenz). Con “Creatura” continua e si sviluppa una vena in cui il rock pesante si miscela in modo del tutto naturale ed originale con suoni elettronici, mantenendo gli OvO un oggetto estraneo e misterioso nel panorama mondiale ormai da 18 anni.

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“Creatura”è stato registrato da Lorenzo Stecconi in un capannone di solito utilizzato da compagnie teatrali, mixato da Giulio Favero (Teatro degli Orrori e tutto il resto) e messo in cassaforte dal mastering di Giovanni Versari. Stefania Pedretti si è occupata, oltre che di cantare e suonare la chitarra, di catturare alcuni field recordings in loco durante il tour degli OvO in Vietnam. Bruno Dorella si occupa come al solito dei suoi pochi pezzi di batteria, dei synth e della composizione delle batterie elettroniche, su campioni assemblati da lui stesso e da Garaliya (ovvero i Morkobot), Riccardo Gamondi (Uochi Toki), Stefano Ghittoni (Dining Rooms), a034, Reeks (Surgical Beat Bros, No Hay Banda Trio, Germanotta Youth). Nella scrittura dei pezzi gli OvO hanno usato alcune metodologie della musica elettronica. In particolare tutte le basi di batteria e campionamenti di Bruno sono state prima suonate live e poi ricampionate scegliendo dei loop, in modo da riprodurre la meccanicità tipica dell’elettronica. Su questa struttura poi Stefania ha portato chitarre e voci, dividendo entrambe in molti strati con diverse sovraincisioni.

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✚ I due Gufonero colpiscono l’ascoltatore allo stomaco con il pulsare ossessivo di basso e batteria, lasciano stridere gli strumenti e rilasciano bordate di suoni profondi e slabbrati che si pongono a metà strada tra una palude della Lousiana e il cemento annerito di qualche periferia in fiamme. Il loro è un suono caustico e viscerale che nulla lascia all’estetica formale, ma punta dritto a innescare un senso d’inquietudine se non di claustrofobia. La loro è musica che cerca una reazione emotiva nel pubblico e vuole costringerlo a confrontarsi con il buio. Del resto da una chimera nata da un gufo e un gatto non ci si poteva che aspettare un’atmosfera notturna, ai confini tra veglia e incubo.

“Gufonero è il nuovo progetto di Andrea e Marcella, noti per essere – oltre che dei gran personaggi – coloro che tirano le fila di realtà come Annoying Records, End Of A Season e molto altro. Il tutto sotto l’egida del do it yourself, che da sempre li anima e li guida nelle loro esperienze musicali e non. Quattro pezzi di sludge imbevuto di noise, quattro tracce pesanti come macigni, durante le quali dimostrano di saper maneggiare con estrema perizia e gusto una materia spigolosa e dai tratti mai troppo definiti” (Marco Pasini su The New Noise)

Pubblicato in 2017 Dicembre