“Io penso che questa situazione richieda che qualcuno faccia un'azione assolutamente futile e stupida... Si tratta solo di stabilire quale." "E noi siamo senz'altro i più adatti per farla!"
Un sacco di gente ci chiede cosa significa "DIY" che compare spesso nei flyer o nel materiale che riguarda Tetris. Un club DIY. DIY significa Do It Yourself. In italiano Fai Da Te. Non sbagliamo se diciamo che questo è il concetto-chiave di Tetris.
GIOVEDI’ 11: TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI (secret show) I TARM fanno tre date segrete in tre posti piccolini prima di partire per il tour ufficiale di presentazione del nuovo album “Primitivi del Futuro”. L’occasione giusta per vederli in una dimensione raccolta: un concerto fra amici. Posti limitati. No prevendita. Venire presto, tipo verso le 20.45, 21.00.
SABATO 13: In Orbita presenta: STEFANO EDDA RAMPOLDI + (party) Una delle date Tetris 2010 delle quali siamo più orgogliosi. Una serata speciale. Irripetibile. Non suona a Trieste dal 1991, quando si esibì al Teatro Miela con i Ritmo Tribale. Stefano Edda Rampoldi torna in città per presentare il suo capolavoro solista “Semper Biot”, ad accompagnarlo ci saranno Andrea Rabuffetti e Sebastiano De Gennaro.
Stefano Edda Rampoldi è stato per molti anni la voce dei Ritmo Tribale, una delle rock band italiane più importanti degli anni ’90. Con i Tribali ha inciso 5 album e un ep. La rock band milanese, negli anni, ha suonato ovunque: dal centro sociale Leonkavallo di Milano al palco del primo maggio in piazza a Roma, da Arezzo Wave al New Music Seminar di New York. Nel ’96, durante il tour di Psycorsonica, Edda abbandona la band.
E scompare. Per anni. Poi ritorna. Con un disco nuovo: «Semper biot»: sempre nudo.
Edda sul palco e sul disco sputa verità allo stato puro, toccando corde speciali in chi ascolta. Una sberla. Che non può lasciare indifferenti. Riempie vuoti e crea altre voragini. C’è la vita, la morte, la poesia, l’oscurità, la luce, la ricerca, l’amore, tanto amore dentro. La bellezza e la schifezza di ciò che ci gira dentro.
«Dopo tredici anni di silenzio, uno dei personaggi-simbolo del rock italiano degli anni 90 è riapparso all’improvviso con il suo primo album da solista, forse non per tutti i palati ma sincero e personale. Oltre che, almeno a nostro avviso, bellissimo». Federico Guglielmi, Il Mucchio Selvaggio
«Canzoni splendide nelle quali non è magari semplicissimo entrare ma che dopo, se sintonie e mood sono quelli giusti, risulteranno travolgenti: e che, tutte dodici una dietro l’altra, compongono un disco intenso fino a far male, al quale è arduo trovare termini di paragone. Raro e prezioso, come una fenice che rinasce dalle sue ceneri». Federico Guglielmi, il Mucchio Selvaggio voto: ****
«(…)conquista, ed è in quel momento che scompare ogni divisione tra chi canta e chi ascolta». Giuseppe Fabris, Rolling Stone voto: ****1/2
«Un disco intenso e scarno: chitarra acustica e poco altro, testi evocativi, niente orpelli. E quel timbro di voce particolare, caldo e invadente, che in molti rimpiangevano». Raffaella Oliva, Il Corriere Della Sera
«Lame di rasoio le parole, trasportate da una voce androgina su arrangiamenti minimalistici (prezioso il lavoro di Walter Somà). Un viaggio disperatamente lucido nell’inconsolabile mondo privato maudit che pare il padre spirituale delle Luci Della Centrale Elettrica». Michele Chisena XL di Repubblica Voto: 7.7
«(…) un disco fuori dal tempo debitore di niente e nessuno. Un disco gioioso e doloroso al tempo stesso (…). Semper Biot è composto da 12 canzoni, ma fate attenzione, è un album difficile da ascoltare e da digerire, senza ornamenti inutili, senza ammiccamenti o sorrisini falsi. Un disco nudo. Ma bellissimo». Stefano Giardino Rock Sound voto: 8
«Canzoni d’autore personalissime, d’istinto e passione. Da maneggiare con cura». L’Unità
«Un disco che ci manda a casa tutti quanti (…) Questa è un’altra galassia, un’altra dimensione della musica, un nuovo modo di fare poesia, di mandar fuori la voce e farle raggiungere mete inesplorate (…)». Fabio Gallo, Rockerilla voto: 9/10
«Edda centra con “Semper Biot” i nervi scoperti di un cantautorato freak italiano (…) Disco acustico, da flusso di coscienza, lirico e sempre in bilico tra infezione e redenzione, illuminazione espressiva e calo linguistico, un mattone importante su cui costruire un percorso nuovo anche musicale». Christian Zingales, Blow Up voto: 7/8
DETTAGLI PER IL CONCERTO AL TETRIS, PRE-VENDITA: ATTENZIONE: IL BIGLIETTO D'INGRESSO COSTA 10 EURO E PER ENTRARE BISOGNA ESSERE SOCI TETRIS. BIGLIETTO: 10 EURO BIGLIETTO + TESSERA 2010: 16 EURO
POSTI LIMITATI: 99 BIGLIETTI DISPONIBILI
Il biglietto si può acquistare in prevendita a TETRIS, durante le serate precedenti oppure da "Seconda Stella a Destra" (via Cadorna 9, angolo via Venezian – Trieste aperto ogni giorno dalle 10 alle 20, compresa la domenica). Per prenotazioni e info scrivere a:
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STANNO ARRIVANDO BRIAN HARNETTY E GIPI (sì, proprio GIPI, l’autore di comics!)
-- TETRIS E’ UN CIRCOLO PRIVATO, L’INGRESSO E’ RISERVATO AI SOCI --
Michael Anderson aka Drekka è una delle figure chiave dell'underground americano dell'ultimo decennio, suonando e gestendo la benemerita etichetta Bluesanct dalla quale ha lanciato gruppi come Low, Pilot Ships, Pantaleimon ed altri.
Con il moniker K4 prima, e da fine anni '90 con l'attuale Drekka, ha prodotto una quantità sterminata di singoli, cassette ed ep densi di musica scura, imprevedibile, pazza. non che sia un artista dedito al noise, anzi, ma la sua musica è comunque avvolgente e potente per il modo in cui mille idee fluiscono attraverso il suo suono.
Il suo set è composto di canzoni scure che ricordano contemporaneamente il folk più dannato quanto l'esoterismo dark dei Coil e simili.
Questo autunno la Morc Tapes di Wim Leycluse pubblicherà un succosissimo doppio CD di Drekka, una specie di best-of, in attesa del nuovo album che dovrebbe uscire all'inizio del 2010.
(si ringrazia lo staff del FLAT di mestre per questa ottima presentazione che è stata "presa a prestito" dal loro evento su FB) :))
Gli ALL MY FAITH LOST invece vengono da Pordenone.
"Quella degli All My Faith Lost, come si diceva, è musica che dell'approccio acustico fa la sua arma fondamentale, sfoderando climax a colpi di violino ("Notti Bianche") di impatto devastante. Lo spleen decadente e malinconico di "The Waves" dipinge lande solitarie. E' un mondo completamente isolato, quello dipinto dal due friulano, un mondo lontano e fredddo, dove rivivono ere lontane, autunni malinconici e cattedrali abbandonate. E se "Ocean Sea" tratteggia un paesaggio lunare in odor di Dirty Three, "House Of Incest", col suo incedere in bilico fra essenza acustica e tastiere shoegaze, apre le porte all'austero minimalismo di "Absence", traccia dall'antico sapore medievale."
MERCOLEDI’ 3: OPEN MIND NIGHT (Serata Aperta Anche Ai NON Soci) L’associazione Club Zyp e il DSM, in collaborazione con Tetris, vi aspettano per un party che rivoluzionerà il vostro mercoledì. Se non siete soci Tetris, è l’occasione buona per venire a conoscere il Circolo! Live music con: I Fratelli Erjavec & Il Laboratorio Musicale Open Mind Dopo il concerto, Marcella (Rock’n’Doll) in console!
VENERDI’ 5: Trieste is Rock presenta: CHEAP WINE I Cheap Wine sono un gruppo rock italiano di Pesaro. Prendono il nome dall'omonima canzone dei Green on Red presente su Gravity Talks. Si ispirano da un lato ai songwriters rock (Neil Young, Bob Dylan) e dall'altro alla scena eighties del Paisley Underground con venature di classico rock & roll alla Black Crowes. Cosa hanno fatto?? Dopo alcuni anni di attività nei locali underground pubblicano il mini-album Pictures nel 1997, per la Toast. Steve Wynn leader dei Dream Syndicate ne elogia l'esordio. L'anno seguente per rimanere indipendente sulla scelta dei suoni e dei testi il gruppo sceglie di autoprodursi con l'aiuto di Alessandro Castriota [1]. Realizza quindi il primo album A better place, il disco è composto da tutti brani originali escluso la cover di "Cheap Wine" e, su precisa volontà del gruppo, tutti i brani sono cantati in inglese; la strada sarà seguita anche per tutti i successivi dischi. L'album viene apprezzato dalla critica di settore sia italiana che internazionale tanto che il gruppo viene invitato alla trasmissione Help di Red Ronnie. Nel 2000 esce Ruby Shade contiene solo brani originali e da cui viene tratto il videoclip "Dead City" interpretato dall'attore Giampiero Ingrassia. Partecipano ad Help con uno special di 45 minuti. Nel 2002 è la volta di Crime Stories, concept album sul crimine, anch'esso composto solo da brani originali ed è corredato da un booklet con illustrazioni di Francesco Zanotti. Viene nominato tra i migliori 15 dischi italiani dell'anno dalla rivista specializzata Il Mucchio Selvaggio. Nel 2004 esce Moving, qui il tema è il viaggio. Vi è presente la cover di "One more cup of coffee" di Bob Dylan, apprezzata anche oltreoceano. Nel 2007 pubblicano Freak Show, disco più energetico e viscerale dei precedenti. Il 2008 si interrompe l'attività live a seguito dell'uscita dal gruppo di Francesco Zanotti che viene sostituito da Alan Giannini. Nel 2009 esce il DVD live "Just Like Bob Dylan's Blues" registrato al teatro Brabante di Urbania nel 2003. In estate suonano alcuni brani al Rolling Stone di Milano alla presentazione del nuovo disco di Bruce Springsteen "Working on a Dream". Nel settembre viene pubblicato un nuovo disco Spirits, 11 brani di cui due cover "Pancho & Lefty" di Townes Van Zandt e "Man In The Long Black Coat" di Dylan e uno strumentale 'Alice', da segnalare "La buveuse" dedicato al pittore Toulouse Lautrec.
Morale: si roccheggia alla grande.
SABATO 6: Born Losers presenta: ANTARES + DONALD THOMPSON + party Molto rock. Molto roll. Molto distorto. Molto bel. Molte corna (fatte coi diti).
Morale: si roccheggia again alla grande.
STEFANO EDDA RAMPOLDI LIVE A TETRIS SABATO 13 MARZO. L’EX CANTANTE DEI LEGGENDARI RITMO TRIBALE IN UN LIVE ACUSTICO DA BRIVIDO. POSTI LIMITATI. OCIO.
-- TETRIS E’ UN CIRCOLO PRIVATO, L’INGRESSO E’ RISERVATO AI SOCI --
Michael Anderson aka Drekka è una delle figure chiave dell'underground americano dell'ultimo decennio, suonando e gestendo la benemerita etichetta Bluesanct dalla quale ha lanciato gruppi come Low, Pilot Ships, Pantaleimon ed altri.
Con il moniker K4 prima, e da fine anni '90 con l'attuale Drekka, ha prodotto una quantità sterminata di singoli, cassette ed ep densi di musica scura, imprevedibile, pazza. non che sia un artista dedito al noise, anzi, ma la sua musica è comunque avvolgente e potente per il modo in cui mille idee fluiscono attraverso il suo suono.
Il suo set è composto di canzoni scure che ricordano contemporaneamente il folk più dannato quanto l'esoterismo dark dei Coil e simili.
Questo autunno la Morc Tapes di Wim Leycluse pubblicherà un succosissimo doppio CD di Drekka, una specie di best-of, in attesa del nuovo album che dovrebbe uscire all'inizio del 2010.
(si ringrazia lo staff del FLAT di mestre per questa ottima presentazione che è stata "presa a prestito" dal loro evento su FB) :))
Gli ALL MY FAITH LOST invece vengono da Pordenone.
"Quella degli All My Faith Lost, come si diceva, è musica che dell'approccio acustico fa la sua arma fondamentale, sfoderando climax a colpi di violino ("Notti Bianche") di impatto devastante. Lo spleen decadente e malinconico di "The Waves" dipinge lande solitarie. E' un mondo completamente isolato, quello dipinto dal due friulano, un mondo lontano e fredddo, dove rivivono ere lontane, autunni malinconici e cattedrali abbandonate. E se "Ocean Sea" tratteggia un paesaggio lunare in odor di Dirty Three, "House Of Incest", col suo incedere in bilico fra essenza acustica e tastiere shoegaze, apre le porte all'austero minimalismo di "Absence", traccia dall'antico sapore medievale."